Quando ovunque vi è oscurità,
la maestosa luce di un cantico…
L'evoluzione euristica della parola di Dio, in concomitanza con l'abbandono nella celebrazione semantica di qualsiasi tipo di rappresentazione…
Se nel primo "episodio" di Project si ergevano nella sostanza i salmi affiancati da interpretazioni teologiche, considerazioni sofferte come quelle di S. Padre Pio e metafore visive mediante proiezioni di alcune foto d'autore a richiamo di muri e deserti dell'anima e un episodio tratto da Stalker di Tarkovskij, in questo abbiamo un salto dall'antichità più profonda, richiamata dalla lettura fuori campo di un verso del profeta Samuele, a S. Francesco, voce medievale letteraria e poetica del divino, e l'abbandono di qualsiasi forma di rappresentazione video con riprese dal vivo.
Se si esclude l'incipit biblico, una pièce tutta al femminile dalle letture ai canti, dove le stesse interpreti Andrea Jonasson e Federica Armillis divengono figure stilizzate di una presenza spirituale e terrena - l'emulo della sophia, la sapienza della Terra elevata ad autenticazione divina.
Dal punto di vista musicale e canoro, un forte richiamo ambrosiano in un programma curato da Marco Rossi, per una caratteristica opera di sincretismo tra la poetica di Francesco d'Assisi e la tradizione legata al vescovo Ambrogio. E il gioco diviene onirico, intenso, laddove l'umanità incontra il mito, come il mare all'orizzonte quando si fonde col cielo.